Web Art Movement

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Austria Vienna

Austria, Vienna
Fra i pionieri della Net Art, Eva e Franco Mattes sono noti per la loro abile sovversione dei media, che praticano muovendosi senza sosta tra spazio reale e spazio virtuale. Appropriandosi del sito Vaticano.org (1998) hanno lanciato un Giubileo del libero spirito, dirottando per un anno i fedeli su opinioni non proprio ortodosse. Hanno persuaso il mondo dell'arte della validità di un artista inesistente, portandolo fino alla Biennale di Venezia (Darko Maver, 1999); quindi, invitati alla Biennale, l'hanno usata come piattaforma per il lancio di un virus informatico (Biennale.py, 2001). Hanno copiato, remixato e ridistribuito lavori di altri artisti, mettendo in discussione l'unicità e la proprietà dell'opera d'arte.

Con una falsa campagna pubblicitaria hanno convinto i cittadini di Vienna che Nike stava per mettere le mani su una delle piazze storiche della città (Nike Ground, 2003); e promuovendo un fantomatico kolossal eurolliwoodiano hanno mostrato al mondo quanto posticcia sia l'identità europea (United We Stand, 2005). Hanno reinterpretato performance di Marina Abramovic e di altri artisti in un videogame (Synthetic Performances, 2007), trasformato gli avatar di Second Life in pop star (Portraits, 2006), costretto Mickey Mouse a interpretare un sogno a occhi aperti (It's Always Six O'Clock, 2008) e stanato Edward Hopper in un videogame sparatutto (Traveling by Telephone, 2009).

Questi lavori gli sono valsi varie cause legali, ma li hanno anche portati in contesti quali la Biennale di Venezia (2001), il Walker Art Center di Minneapolis (2001), Manifesta 4 a Francoforte (2002), il New Museum di New York (2005), la Collection Lambert di Avignone (2006) e Performa, New York (2007 e 2009).

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